Buongiorno Anime Rock,

Con l’uscita del loro terzo album, gli Iron Maiden raggiungono una tappa fondamentale nella loro carriera. Questo disco, che deve il suo titolo al numero 666 menzionato nel Libro della Rivelazione della Bibbia (Apocalisse 12:12; 13:18), rappresenta un momento cruciale per la band. La title track, nata da un incubo del bassista Steve Harris, è un esempio perfetto delle sonorità più heavy che caratterizzano l’album.

Un evento significativo di questo periodo è l’arrivo di Bruce Dickinson, che sostituisce Paul Di’Anno come frontman. Bruce porta una ventata di aria nuova agli Iron Maiden, anche se inizialmente non può contribuire alla scrittura delle canzoni per via di un vincolo contrattuale. Tuttavia, qualche anno dopo si scoprirà che il testo di “Run to the Hills” proviene proprio dal buon vecchio Bruce. Steve Harris notò Bruce durante un concerto live con i Samson, la band in cui Dickinson militava fino a quel momento.

Con “The Number of the Beast,” gli Iron Maiden conquistano l’America, registrando un gran numero di concerti sold out. Questo è anche il primo lavoro del gruppo a raggiungere la vetta della classifica britannica e rappresenta il maggior successo commerciale della band, con oltre 14 milioni di copie vendute nel mondo. L’album mette in mostra tutta la creatività dei singoli componenti del gruppo ed è caratterizzato da sonorità più heavy. È il primo disco in cui si possono ascoltare gli incroci degli assoli delle due chitarre e le classiche galoppate maideniane, come in “Hallowed Be Thy Name,” che entreranno nella storia.

A differenza dei due dischi precedenti, dove c’era molto materiale pronto e solo da registrare, “The Number of the Beast”

è composto interamente da brani di nuova composizione. Negli Stati Uniti, gli Iron Maiden non furono solo elogiati, ma anche criticati da fanatici cristiani che li accusarono di satanismo, arrivando a bruciare copie del vinile. Si vociferava addirittura che girando il disco al contrario si potessero sentire dei messaggi dal diavolo in persona. Questa leggenda metropolitana fu sfruttata a loro favore, aumentando le vendite dei dischi.

Il “The Beast on the Road Tour” toccò quasi tutto il mondo, fatta eccezione per il nostro paese. Gli show del gruppo diventarono sempre più grandiosi e vi fu l’apparizione di Eddie sul palco, con la mascotte che finalmente si presentava come il sesto membro della band.

L’album contiene otto tracce, una più bella dell’altra, sebbene ci sia un piccolo rammarico da parte del boss Steve Harris per aver lasciato fuori dal disco il brano “Total Eclipse,” comunque pubblicato come singolo e suonato sempre dal vivo durante quella tournée. Con “The Number of the Beast,” gli Iron Maiden iniziano a conquistare una vasta schiera di fan in tutto il mondo, ma questo è solo l’inizio. Nel prossimo articolo ne sentirete delle belle.

Rock on, guys, dal vostro Joe Rock!