È il 4° album degli Iron Maiden, pubblicato il 16 maggio 1983 dalla EMI. In questo disco si vede l’entrata di Nicko McBrain alla batteria al posto di Clive Burr, che lasciò per problemi legati allo stress dovuti al lungo tour promozionale di “The Number of the Beast” e alla morte del padre, in seguito alla quale Clive decise di passare più tempo in famiglia. Non vi furono tensioni tra Burr e il resto del gruppo; infatti, gli stessi Maiden scrissero all’interno del booklet di “Piece of Mind” una frase di ringraziamento (A very special thanks to Clive Burr – good luck mate!). Il nuovo batterista, Nicko McBrain, arriva dalla band francese Trust.

Pensate che Nicko, nei primi tempi, rischiò il licenziamento da parte di Steve Harris a causa di un ritardo dovuto all’ubriachezza a un concerto. Si vociferava anche che alla batteria potesse sedersi un session man di fama mondiale come Tommy Aldridge, che invece continuò a suonare con Ozzy Osbourne.

L’album avrebbe dovuto intitolarsi “Food for Thought”, ma alla fine si scelse “Piece of Mind”. A proposito del titolo, questo è il primo disco dei Maiden in cui non c’è un pezzo che porta il nome dell’album, facendo contrasto con l’ambiguità del titolo, ossia “Piece of Mind” in assonanza con “Peace of Mind” (Pace della mente), nel brano memorabile “Still Life”.

Al primo impatto, l’album spiazzò molti vecchi fan che si aspettavano un sequel di puro heavy metal come il precedente successo “The Number of the Beast”. Complice forse il cambio di line-up con Nicko alla batteria, che diede un ritmo decisamente più prog metal, insieme alle canzoni composte da Dickinson, “Piece of Mind” si rivelò comunque un album di successo internazionale.

Oltre alla già citata “Still Life”, tra i brani che a mio parere spiccano ci sono: “Where Eagles Dare”, “Revelations”, il singolo “Flight of Icarus” ispirato al mito ellenico, “The Trooper” ispirato a una battaglia in Crimea, persa dagli inglesi in realtà, ma vinta nella Maiden song, e poi un brano da molti considerato minore, che invece a parer mio dal vivo spacca alla grande, “Die with Your Boots On”.

“Piece of Mind” aprì le porte alla conquista del mondo con il primo World Piece Tour, un tour mondiale che bissò il precedente The Beast on the Road.

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Rock On ….Anime Rock🤘