Io non capirò mai le critiche a questo tour. Non perché non ce ne debbano essere, ma perché sono basate sul nulla.
Fin dall’inizio questo tour era stato presentato come un greatest hits, forse il primo vero dal 1999. Ma non servivano nemmeno i comunicati: sono vent’anni che alternano tour storici (come questo) a tour degli album, in cui spesso e volentieri tirano fuori roba più “moderna”.
Nel 2023/24 hanno portato in giro cinque brani di Senjutsu. Già questo (e gli altri album tour) mette a tacere i discorsi del tipo “vivono di nostalgia”. Bisogna anche ricordare che Senjutsu era uscito due o tre anni prima: se non ci avessero fatto un tour vero e proprio, chiunque avrebbe capito, visto che non si può certo biasimare una band se cerca di recuperare gli anni persi durante la pandemia. Invece no: nonostante non avesse più appeal tra i fan casuali, lo hanno portato comunque sul palco. Non per un anno, ma per due, girando tutto il mondo. Quindi no: non stanno puntando tutto sui classici.
Classici che, comunque, ci devono essere. Non esiste band che non inserisca in scaletta i pezzi più famosi, se non in occasioni particolari. Anzi, i Maiden sono tra quelli che hanno meno “staples” di tutti, visto che li abbiamo già visti mettere da parte brani come Hallowed, Number, Run to the Hills, 2 Minutes, Trooper, ecc. Quattro di questi brani non erano presenti nello scorso tour: era quindi ovvio che tornassero in questo.
Da qui la questione “hanno celebrato solo la prima parte di carriera”. Ora: tenendo conto che 4/5 classici (compresa Iron Maiden) sono d’obbligo; tenendo conto che la maggior parte degli album appartiene a quel periodo (belli o brutti che siano, i numeri sono quelli); tenendo conto che i brani più emblematici vengono dai primi sette… come diavolo avrebbero potuto infilarci anche altri otto album in scaletta? Avrebbero dovuto fare una porcata tipo “una canzone da ogni album”, cosa che spero non gli sia nemmeno balenata per la testa. Sarebbe venuta fuori una scaletta da 30 pezzi minimo e un concerto di oltre tre ore (perché se oltre a Rime e Seventh Son ci metti una When the Wild Wind Blows o una Dance of Death hai già praticamente un’ora di concerto occupata da soli tre brani). Cosa totalmente impensabile.
E aggiungo: ma ci avete mai provato a fare una setlist stile RFYL ma con i pezzi post 2000 (senza contare l’era Blaze, per comodità)? Io sì, e non se ne esce. Perché la roba da suonare sarebbe tanta, ma altrettanto lo è il minutaggio dei pezzi. Figuriamoci se era possibile accorparli in una scaletta che già funzionava da sola. Perché qua si grida allo “scandalo” per aver omesso gli anni recenti, ma non voglio immaginare cosa si sarebbe detto se avessero aggiunto magari soltanto una Wicker Man o una Writing on the Wall.
Questo tour è quello che doveva essere, come all’epoca lo è stato il Somewhere Back in Time: un tour per i fan. Perché sì, i fan stanno amando questo tour. C’è differenza però tra il fan normale e chi li va a vedere 50 volte a leg. Credo che uno perda un po’ il diritto di dire “sempre la stessa scaletta” se si è visto 50 volte un concerto simile qualche anno prima. Quello che non l’ha mai visto non lo contiamo? Quello “normale”, che magari li vede una volta ogni tanto?
Fermo restando che, comunque, le sorprese ci sono state eccome, così come le solite chicche: Seventh Son non credo che qualcuno se l’aspettasse (almeno, nessuno che si aspettava Rime si aspettava anche Seventh Son); Murders non veniva suonata da vent’anni, Killers da ventisei; perfino la stra-odiata Wrathchild non si sentiva dal tour di Book of Souls, per dire. Non è che abbiano fatto solo i classici: hanno tirato fuori anche altro, come al solito.
Cosa ci sarà in futuro? Io dico: chissenefrega. Hanno settant’anni e suonano ancora da Dio. Fanno ancora tour ogni anno. Si vede che amano quello che stanno facendo. Fine. Questo è l’importante. Nessuno si aspetta più niente, perché ci hanno già dato tutto. Poi, se tirano fuori un tour 2000 benissimo, se pubblicano un nuovo album ancora meglio. Ma bisogna smetterla di trattarli come se fossero una band emergente, per quanto abbiano ancora similitudini con quel mondo. Sono una band a fine carriera (almeno, così spera il mio portafogli) che ancora ci crede e, soprattutto, ci riesce.
E concludo ritornando all’inizio: un anno fa erano in giro con un tour incentrato sull’ultimo album, tour che potevano comodamente non fare in quanto i piani erano cambiati per cause esterne. Quindi tutte queste polemiche sul “si fossilizzano sui classici” sono letteralmente senza senso.
PS – Questione No Prayer: mi fa troppo sorridere che sia ancora disprezzato dal 90% dei fan della band, ma comunque si vogliano pezzi in scaletta da quel disco. Non è che se una cosa non è mai stata suonata o non viene più suonata allora diventa bella per forza. Preferisco una AceschepalleHigh che una Tailgunner, semplicemente perché è un pezzo più bello.
